A volte succede che ci si ferma un momento e si inizia a riflette. la vita trascorsa, gli errori commessi, i sogni, le speranze, il futuro.
Ad Asmara ci si sente sospesi nel tempo, un po’ tristi, un po’ arrabbiati ma anche tanto stupiti.
Quello che salta subito agli occhi è l’influenza italiana. L’Italia è passata di qui e ancora si vede in tante piccole cose.
Chiamata la piccola Roma per via della sua architettura, gran parte degli edifici sono stati progettati da architetti italiani.
Tra i più famosi Architetti coloniali, ricordiamo Oduardo Cavagnari (Teatro di Asmara), Pietro del Fabro, Oreste Scanavini (Cattedrale), Mario Messina (Cinema Impero), Giuseppe Pettazzi con l’incredibile progetto di Fiat tagliero edificio futuristico a forma di aereo.

Cosa Resta dell’Asmara Coloniale?
Restano i monumenti, i cinema, la cattedrale, le strade.
Resta l’istituto tecnico per geometri Vittorio Bottego. Le scuole materne ed elementari.
Sono sparite o nazionalizzate tutte le industrie italiane, a parte alcune rare eccezioni. La teleferica Massaua-Asmara con i suoi 75 km e 2000 m di dislivello era una delle più belle opere ingegneristiche di quel tempo. Anche lei sparita. Smontata dall’esercito inglese e mai più ritrovata.

Scomparsa quasi del tutto anche la nostra impronta sulla gente, la nostra cultura. Il duro regime militare costringe le persone a lottare ogni giorno per il pane.

Asmara è bella e nostalgica ma non è mai stata terra nostra, quindi è bello immaginarla così: sospesa nel tempo.
Ve la voglio rappresentare con queste poche immagini a colori che possano raffigurare un po’ di quel particolare sentimento che regna in questo continente.

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