Immaginiamo di trovarci catapultati nelle campagne dell’entroterra marchigiano degli anni ’40.
Precisamente a Cartoceto di Pergola nel 1946…

Due contadini si “divertono” a lavorare e scavare nei loro campi.
Ad un certo punto si apre un vortice, dentro vi giacciono 900 kg di pezzi e pezzetti completamente dorati, è un ritrovamento archeologico di grande importanza. Ma i due ancora non lo sanno.
– Siamo Ricchi! –
Avrà esclamato uno dei contadini.
In poco tempo fecero sparire gran parte dei reperti e ricoprirono la buca con della terra fresca.
Ma si sa, la gente parla e le parole di bocca in bocca tramite il vento, arrivarono all’orecchio di una giovane studentessa, che decisa a rintracciare questo tesoro archeologico di inestimabile valore, si mise in viaggio alla volta di Cartoceto di Pergola per capire se le voci fossero false o concreta realtà.

Così la studentessa arrivò nella zona del varco in cui erano incappati i due contadini, ma non ne era sicura. Non aveva informazioni precise oltre che voci e chiacchiere. In quella zona, però, nota tracce evidenti di terra fresca come copertura di un recente scavo. Quindi la ragazza non demorde, capisce che il bottino potrebbe essere stato occultato o portato via. Cerca e ricerca finché non riesce a trovare un pezzo. Un piccolo pezzo dorato.
Quanto basta per portarlo allo zio.

Lo zio, Giovanni Vernarecci, era canonico e ispettore onorario di Fossombrone. Questi pensò che non avrebbe dovuto perdere un momento.
Era palese che i contadini avessero fatto sparire tutti i reperti e distrattamente nella fuga, fosse caduto (per nostra fortuna) un piccolo pezzo.
All’indomani, il canonico si presentò a casa dei contadini, seguito dalle forze dell’ordine. Cercarono senza successo di farsi consegnare i reperti. In seguito alla riluttanza dei contadini, cominciò a preoccuparsi della sorte di quella scoperta.
Ed ora cosa fare?
-Dobbiamo contattare il Museo archeologico nazionale delle Marche e farci aiutare per recuperare tutto! –
E così fu…
Un solo salariato in quel momento post bellico così difficile. Uno solo ma estremamente adeguato. Un certo Nereo Alfieri.
Arrivò con urgenza nel luogo del ritrovamento e scoprì che uno dei contadini si era appena recato a Roma.

Coincidenza? secondo Alfieri no, era in contatto con qualche mercato nero dell’antiquariato.

A questo punto, in nome dello Stato Italiano, sequestrò i reperti e denunciò ai carabinieri di Roma, possibili vendite illecite ai mercati d’antiquariato.
Alfieri riuscirà a farsi consegnare tutti i frammenti.

Questi furono restaurati, il numero dei pezzi era talmente elevato che fu un impresa davvero difficile, ma alla fine venne fuori qualcosa di Incredibile:

– Un gruppo statuario equestre romano composto da due cavalieri, due cavalli e due donne

Ma la magia non finisce qui, perché questo è:

– L’unico gruppo di bronzo dorato esistente al mondo giunto dall’età romana ai nostri giorni.

Il resto della storia dovrete scoprirla da soli, recandovi a Pergola, al Museo dei Bronzi dorati e della città di Pergola e visitarli di persona. La guida del museo vi racconterà per filo e per segno tutto quello che c’è da sapere su queste magnifiche statue.

Per saperne di più e siete interessati a storie misteriose, vi consiglio questo libro

Come raggiungerlo? scoprilo nella mappa!

Share.

3 commenti

    • Grazie!!
      Stiamo cercando storie nascoste dentro i nostri territori, per insinuare un po’ di curiosità 🙂

       
  1. L’Italia mi piace perchè è ricca di meraviglie, molte forse ancora non scoperte o ben conosciute. Grazie per questo tuo interessante post 🙂

     

Leave A Reply